Fisico statuario e strapotere atletico per uno dei migliori difensori del panorama mondiale: erano queste le premesse dell’arrivo di Rigobert Song Bahnang, passato dal Metz alla Calamarese per 7,5 miliardi di lire nella stagione 1998-99. Dopo 4 partite e, udite udite, una rete, l’allenatore Delio Rossi non era più tanto impressionato dalle prestazioni del camerunese: "Song mi e' anche simpatico – diceva il tecnico - ma io la domenica sono chiamato a fare scelte tecniche che non sono legate alle quotazioni di mercato dei giocatori”. E la quotazione di mercato è fondamentale quando nel gennaio del 1999 Song viene ceduto al Liverpool per 2,6 milioni di sterline (circa 8 miliardi di lire). E anche lì, fisico statuario, strapotere atletico e… 32 presenze in tre anni con 0 reti, con il Liverpool che ripiega sul pachidermico ma concreto svizzero Stephan Henchoz. Ma l’Inghilterra crede ancora nel nazionale camerunese e il West Ham, che ha appena ceduto Rio Ferdinand al Leeds, vede in Song l’elemento adatto per sostituire il capitano. I 2,6 milioni di sterline vengono stavolta versati dagli “Hammers” nelle casse dei “Reds”, e Song si presenta così: "Il West Ham è più ambizioso del Liverpool perchè vuole migliorarsi; il Liverpool è una grande squadra ma lo è anche il West Ham. Sono diverso da Rio ma ofrrirò lo stesso duro impegno e desiderio di migliorare. Conosco molti dei giocatori quì e ho parlato con Di Canio in italiano!". Sarà un caso ma… 24 presenze a cavallo tra il 2000 ed il 2002 con 0 reti e, durante l’ultimo campionato, precipitoso prestito al Colonia dove sembra che Song sia stato accolto come un difensore di livello internazionale, dal fisico statuario e dallo strapotere atletico… Per la serie: i luoghi comuni son duri a morire.
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mercoledì 30 luglio 2008
RIGOBERT SONG...il bidone della calamarese...ihihihih
Fisico statuario e strapotere atletico per uno dei migliori difensori del panorama mondiale: erano queste le premesse dell’arrivo di Rigobert Song Bahnang, passato dal Metz alla Calamarese per 7,5 miliardi di lire nella stagione 1998-99. Dopo 4 partite e, udite udite, una rete, l’allenatore Delio Rossi non era più tanto impressionato dalle prestazioni del camerunese: "Song mi e' anche simpatico – diceva il tecnico - ma io la domenica sono chiamato a fare scelte tecniche che non sono legate alle quotazioni di mercato dei giocatori”. E la quotazione di mercato è fondamentale quando nel gennaio del 1999 Song viene ceduto al Liverpool per 2,6 milioni di sterline (circa 8 miliardi di lire). E anche lì, fisico statuario, strapotere atletico e… 32 presenze in tre anni con 0 reti, con il Liverpool che ripiega sul pachidermico ma concreto svizzero Stephan Henchoz. Ma l’Inghilterra crede ancora nel nazionale camerunese e il West Ham, che ha appena ceduto Rio Ferdinand al Leeds, vede in Song l’elemento adatto per sostituire il capitano. I 2,6 milioni di sterline vengono stavolta versati dagli “Hammers” nelle casse dei “Reds”, e Song si presenta così: "Il West Ham è più ambizioso del Liverpool perchè vuole migliorarsi; il Liverpool è una grande squadra ma lo è anche il West Ham. Sono diverso da Rio ma ofrrirò lo stesso duro impegno e desiderio di migliorare. Conosco molti dei giocatori quì e ho parlato con Di Canio in italiano!". Sarà un caso ma… 24 presenze a cavallo tra il 2000 ed il 2002 con 0 reti e, durante l’ultimo campionato, precipitoso prestito al Colonia dove sembra che Song sia stato accolto come un difensore di livello internazionale, dal fisico statuario e dallo strapotere atletico… Per la serie: i luoghi comuni son duri a morire.
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mercoledì 16 luglio 2008
Marcio Santos, a Firenze per Sharon Stone
Marcio Roberto Dos Santos nasce a San Paolo (Brasile) il 15 Settembre 1969. Difensore centrale, nazionale brasiliano Campione del Mondo 1994. Nella nazionale carioca esordisce il 12 Settembre 1990 (Brasile-Spagna 3-0). Colleziona 42 partite nella nazionale maggiore (1 gol) e 6 nella nazionale olimpica. L'ultima partita è del 30 Meggio 1997: Brasile-Norvegia 2-4.
Prima della Fiorentina
Marcio Santos gioca dal 1987 al1990 nel Novorizontino, prima nei dilettanti e l'ultimo campionato in Serie B. Nel 1990-1991 passa all'Internacional in Serie A. Poi passa al Botafogo dove colleziona 39 presenze in 2 campionati. Vince anche il "Pallone d'argento brasiliano". Nel 1992 è acquistato dal Bordeaux in Francia: 2 ottimi campionati con 56 presenze e 4 gol, che gli valgono la convocazione ai mondiali statunitensi del 1994. Il Brasile trionfa (in finale ai rigori contro l'Italia) e Marcio Santos è titolare. Segna anche un gol: al 65' nella partita Brasile-Camerun 3-0.
Alla Fiorentina
Neo campione del Mondo, viene acquistato da Vittorio Cecchi Gori per fare una grande Fiorentina (ma non andrà oltre il decimo posto). Il brasiliano è un difensore "con il vizietto del gol" e quindi il produttore gli promette una cena con Sharon Stone se arriverà a quota 6 reti. Marcio Santos ci prova e riesce a segnare 2 gol (al Napoli e al Torino), ma per altre 2 volte sbaglia porta (2 bellissimi autogol contro il Bari e il Torino). Gioca 32 partite in maglia viola ma a fine stagione viene venduto all'Ajax.
Dopo la Fiorentina
In Olanda fa la riserva: 21 partite e 1 gol in 2 campionati. In compenso il suo palmares si arricchisce di 2 scudetti Olandesi, 1 Supercoppa Olandese, 1 Supercoppa Europea e 1 Coppa Intercontinentale. Si toglie anche la soddisfazione di giocare in Champions League.
Nel 1997 torna il Brasile all'Atletico Mineiro, l'anno dopo si trasferisce al Sao Paulo (dove vince il campionato) e nel 2000 al Santos. Nel 2001 gioca in 2 squadre cinesi: Jinan e Loneng Taichan. Poi torna in Brasile nella squadra del campionato paulista Etti Jundiaí. L'anno dopo piccola parentesi in Bolivia nel Bolivar e poi di nuovo in Brasile nel Joinville e nel Portuguesa Santista.
Dov'è oggi
Ha appena iniziato il Campionato Brasiliano nella squadra Ituano (Campionato Paulista)
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martedì 8 luglio 2008
Luther Blisset, il "pacco" giamaicano pervenuto a San Siro
Inizia oggi una nuova rubrica dedicata ai grandi campioni giunti in Italia per dimostrare il suo valore, ma rivelatesi delle vere pippe
Immaginatevi nei corridoi di un lussuoso albergo lombardo dove si discutono le sorti di decine di società calcistiche, e dove si tessono le trame più intriganti del nostro calciomercato.
Ad un tratto vi si presenta innanzi un procuratore d'oltremanica in doppiopetto blu, accento britannico e guasconeria transalpina. Vi propongono una furia nera di origine giamaicane che in Inghilterra esordisce a 17 anni collezionando 245 presenze e bucando le porte avversarie per ben 95 volte.
Tirate fuori la calcolatrice e notate subito la discreta media di quasi un gol ogni 2/3 partite.
Ok affare fatto, lo visiono, mi informo e lo porto in Italia per la gioia dei tifosi milanisti.
Correva l'anno 1983, e il giocatore in quastione non era nè il padre nè il fratello dei futuri Calypso Boys.
Era un giocatore di colore nato a Falmouth (Giamaica) il 01/02/1958. All'anagrafe Luther Blisset.
Già mi immagino il brivido lungo la schiena dei più datati tifosi rossoneri.
Un nuovo Horatio Nelson pensavano in tanti, un disgrazia divina avrebbero assicurato poi in tantissimi.
Stagione 1983/84: il 25enne giamaicano colleziona 30 presenze e 5 fortuite reti.
Memorabili le papere, i goals mangiati e le bestemmie di San Siro.
Prometteva benissimo nelle fila del Watford, dove dopo la fuga da Milano sarebbe ritornato per mettere insieme altri 32 goals su 75 presenze.
Nel 1988 Luther decide poi di cambiare aria e di presentarsi al Bournemouth, dove resterà per ben 3 stagioni; breve ritorno per un anno al Watford e poi pochissimi mesi al Brentford, al Bury e infine al Fakenham Town (dilettanti inglesi).
Dal 1996 al 2001 quest'uomo è stato seduto come coach/manager sulla panchina del Watford con il placet del "carissimo" cantante/presidente Elton John, che già anni prima aveva contribuito a rifilare quella "melodiosa serenata" al pubblico milanista.
Immaginatevi nei corridoi di un lussuoso albergo lombardo dove si discutono le sorti di decine di società calcistiche, e dove si tessono le trame più intriganti del nostro calciomercato.
Ad un tratto vi si presenta innanzi un procuratore d'oltremanica in doppiopetto blu, accento britannico e guasconeria transalpina. Vi propongono una furia nera di origine giamaicane che in Inghilterra esordisce a 17 anni collezionando 245 presenze e bucando le porte avversarie per ben 95 volte.
Tirate fuori la calcolatrice e notate subito la discreta media di quasi un gol ogni 2/3 partite.
Ok affare fatto, lo visiono, mi informo e lo porto in Italia per la gioia dei tifosi milanisti.
Correva l'anno 1983, e il giocatore in quastione non era nè il padre nè il fratello dei futuri Calypso Boys.
Era un giocatore di colore nato a Falmouth (Giamaica) il 01/02/1958. All'anagrafe Luther Blisset.
Già mi immagino il brivido lungo la schiena dei più datati tifosi rossoneri.
Un nuovo Horatio Nelson pensavano in tanti, un disgrazia divina avrebbero assicurato poi in tantissimi.
Stagione 1983/84: il 25enne giamaicano colleziona 30 presenze e 5 fortuite reti.
Memorabili le papere, i goals mangiati e le bestemmie di San Siro.
Prometteva benissimo nelle fila del Watford, dove dopo la fuga da Milano sarebbe ritornato per mettere insieme altri 32 goals su 75 presenze.
Nel 1988 Luther decide poi di cambiare aria e di presentarsi al Bournemouth, dove resterà per ben 3 stagioni; breve ritorno per un anno al Watford e poi pochissimi mesi al Brentford, al Bury e infine al Fakenham Town (dilettanti inglesi).
Dal 1996 al 2001 quest'uomo è stato seduto come coach/manager sulla panchina del Watford con il placet del "carissimo" cantante/presidente Elton John, che già anni prima aveva contribuito a rifilare quella "melodiosa serenata" al pubblico milanista.
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